sommario

EDITORIALE

di Riccardo Cascioli

PRIMO PIANO

In balia dell’algoritmo

La Chiesa alla prova dell’IA
di Stefano Fontana

Intelligenza senz’anima
di Tommaso Scandroglio

L’algoritmo tra i banchi di scuola
di Marco Lepore

Scenari post-umani
di Giovanni Milano

STORIA

Calvario in Cina
di Valeria Papis

TEOLOGIA

In grazia di Dio
di Ignacio Caratti

SANTUARI

Un tesoro mariano sul lago Ceresio
di Maria Bigazzi

SACRAMENTI

Con le dovute intenzioni
di Luisella Scrosati

ARTE SACRA

Pezzi da museo
di Stefano Chiappalone

PIETÀ POPOLARE

In processione per portare Cristo alla società
di Andrea Zambrano

SPIRITUALITÀ

L’algoritmo non cura l’anima
di Stefano Bimbi

Editoriale

EDITORIALE

di Riccardo Cascioli

Riccardo Cascioli

«Edificare Babele o ricostruire Gerusalemme»? Così papa Leone XIV, nell’enciclica Magnifica Humanitas riassume la sfida che oggi l’umanità si trova ad affrontare davanti allo sviluppo tecnologico senza precedenti che ha portato alla creazione di uno strumento, l’intelligenza artificiale, che ha già dimostrato di avere la potenzialità di sfuggire di mano.
L’enciclica di Leone XIV intende porsi sulla scia della Rerum Novarum di Leone XIII, che alla fine dell’Ottocento affrontava alla luce dell’insegnamento della Chiesa le novità e le storture provocate dalla Rivoluzione industriale.  Come il Leone di allora affrontava alla luce del Vangelo e della Tradizione le questioni sociali poste dalla Rivoluzione in atto, così il Leone di oggi tenta la stessa operazione davanti a una rivoluzione che promette di essere ancora più radicale.
Si tratta di un progetto ambizioso annunciato sin dall’esordio del pontificato e già riassunto nel nome assunto da Pontefice. Sicuramente c’è la necessità di una riflessione cattolica sulla rivoluzione digitale in atto, ma allo stesso tempo ci sono diversità di condizioni che rendono ancor più difficile l’impegno di papa Prevost.

Intanto la Rerum Novarum è il culmine di una riflessione che Leone XIII aveva iniziato e sviluppato nelle otto precedenti encicliche e quindi c’era del terreno già preparato; non solo, c’erano anche delle esperienze imprenditoriali in atto che facevano da punto di riferimento per un approccio “cattolico” concreto alla materia. Malgrado ciò l’insegnamento di Leone XIII è stato solo parzialmente accolto e seguito dalla Chiesa e ci è voluto san Giovanni Paolo II per rimettere la Dottrina sociale al centro della riflessione cattolica. Ma con il pontificato di Francesco è di nuovo tornata nel dimenticatoio e quando è stata invocata si è creata confusione sui suoi obiettivi e princìpi.
Una situazione di cui Leone XIV deve essere ben consapevole se si è sentito in obbligo di dedicare la parte iniziale dell’enciclica alla ripresa dei princìpi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa. Resta il fatto che oggi la società occidentale si presenta ancora più estranea al cristianesimo e la stessa Chiesa si è ulteriormente mondanizzata e distorce volentieri quei princìpi.
Ciò non toglie che, al netto di tutti i problemi che la rivoluzione digitale comporta e della svolta antropologica che si rischia (aspetti che troverete approfonditi nel Primo piano di questo numero) il dilemma di fondo è quello richiamato all’inizio. Babele o Gerusalemme? La costruzione di una società perfetta  senza Dio raccontata nella Genesi, che si risolve in caos? O la costruzione delle mura di Gerusalemme descritta nel libro di Neemia in cui un popolo che ha al proprio centro Dio ha la capacità di creare un ordine armonico?